Gli Affreschi medievali nella
Chiesa di S. Nicola
Il Quartiere Sacca
Il quartiere Sacca costituisce l’estrema propaggine a Nord del Colle della Selva e dal. la sua forma ad imbuto sembra che derivi il nome del quartiere.
L’impianto è costituito da isolati di forma allungata tipo insula con i lati corti sugli assi carrabili principali e quelli lunghi perpendicolari alle linee di massima pendenza.
La riorganizzazione fondiaria messa in atto dai Franchi carolingi nei secoli VIII-IX, il dissodamento dei terreni abbandonati nell’alto medioevo e la ricostruzione delle case distrutte dalle incursioni barbariche furono gli antefatti che favorirono la rinascita delle campagne e il ripopolamento dei borghi tra i quali il quartiere Sacca sul colle della Selva.
Nel 1191, durante la dominazione Normanna, il Giustiziere d’Abruzzo ordinò che fossero riammessi nella Città gli Ebrei che erano stati cacciati nel 1156 dal Conte longobardo Roberto di Loritello. Ottanta famiglie furono assegnate a Lanciano, di queste almeno cinquanta si insediarono nella Sacca e le altre nel quartiere di Lancianovecchia. Questa considerevole immigrazione, calcolabile in circa 200 abitanti, determinò la formazione di un quartiere autonomo e distinto da Civitanova anche se facente parte morfologicamente dello stesso colle della Selva. Oltre agli Ebrei nel quartiere si insediarono poi anche numerose famiglie di Slavi, Dalmati e Albanesi in gran parte mercanti giunti a Lanciano per le famose Fiere e che qui si stabilirono esercitando il commercio e l’artigianato .
La Chiesa di San Nicola

All’estremità del quartiere, nel punto di confluenza dei due assi maggiori, sorge la Chiesa di San Nicola di Bari edificata nel 1262 sui resti della Chiesa altomedievale di San Pellegrino che era stata distrutta da un incendio nel 1206.
L’edificio è stato interessato da una serie di interventi di trasformazione che nel corso dei secoli ne hanno mutato integralmente l’organizzazione tipologica. I lavori più consistenti vennero eseguiti tra il 1795 e il 1854. La Chiesa gotica fu in gran parte demolita. Presumibilmente l’abside era rivolto a occidente e l’ingresso era situato sulla strada maestra del colle della Selva (attualmente Via Garibaldi). Con i lavori di ampliamento avviati nel XVIII secolo, la Chiesa fu trasformata in tre navate allungate verso la contigua Chiesa di San Rocco. L’ingresso principale fu spostato a Sud riutilizzando elementi romanici della primitiva Chiesa e il portale ogivale in pietra divenne così ingresso laterale. Nel 1854 sono stati eseguiti ulteriori interventi di ristrutturazione su progetto dell’Ing.Filippo Sargiacomo.
Nella Chiesa si conservano un ostensorio d’argento del XV secolo, opera di Nicola da Guardiagrele, e due tele settecentesche di scuola napoletana raffiguranti S.Francesco Di Paola e Santa Caterina. Dalla stessa Chiesa proviene il trittico con lunetta del XVI secolo, opera del pittore bergamasco Gerolamo Galizi da Santacroce, ora custodito nella Chiesa di Santa Maria Maggiore.
Il campanile, costruito nella prima metà del XIV secolo, è in muratura di mattoni pieni a faccia vi-
sta secondo i caratteri propri della cosiddetta architettura lancianese riscontrabili nelle torri campanarie coeve di San Biagio e San Giovanni nel quartiere Lancianovecchia. Caratteristica è la cornice in mattoni con elementi triangolari in laterizio appoggiati a mensole sporgenti tra i quali sono inserite formelle di maiolica colorate.
La base del campanile, occultata dalle costruzioni addossate e dalla navata settecentesca, sembra potersi far risalire all’epoca di ricostruzione della Chiesa. Le decorazioni delle pareti interne della cella campanaria sono perciò databili tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo.
Le vicende narrate nell’affresco traggono ispirazione dalla "Legenda Aurea" scritta da Jacopo da Varazze tra il 1263 e il 1273, e in particolare al cap. LXVIII che tratta della "Inventio Crucis".
Jacopo da Varazze ( o da Varagine), frate domenicano vissuto tra il 1228 e il 1298, fu Priore della Provincia domenicana della Lombardia e Vescovo di Genova dal 1292. La "Legenda Aurea" è la raccolta e la catalogazione di testi riguardanti le storie di Santi. Un migliaio di manoscritti che rappresentano il repertorio narrativo a cui si sono riferiti nel corso dei secoli pittori, scultori, artisti, per la rappresentazione di fatti, episodi e simbologie della cristianità.