Le Piazze di Lanciano
Lanciano, l’antico capoluogo della Frentania possiede un patrimonio di spazi pubblici veramente invidiabile per quantità e qualità.
Sono 22 le piazze di Lanciano, tra quelle storiche e quelle più recenti, distribuite nei diversi quartieri; di esse quattro sono le più importanti: Piazza Plebiscito, Piazza Garibaldi, Piazza della Vittoria, e Largo dell’Appello.
Piazza Plebisetito, è il;punto di raccordo dei quattro nuclei antichi della città, è la piazza più ricca di edifici nel passato furono erette le chiese di S. Maria in Platea, di S. Legonziano, dell’Annunziata, della Cattedrale di San Francesco.
Questa piazza è considerata l’anima della città di Lanciano, tutti i grandi avvenimenti religiosi; politici e militari hanno avuto come teatro questa piazza che nella Seconda Guerra Mondiale fu colpita duramente dall’aviazione e dalle artiglierie è stata una fortuna la sopravvivenza, sia pure con qualche danno, di quasi tutti gli edifici, compresa la Torre Civica che un furioso bombardamento trasformò la piazza in un rogo.
Da questa Piazza è stato creato uno dei corsi moderni più belli chiamato Corso Trento e Trieste Piazza Garibaldi, oggi luogo del mercato giornaliero ha origini dal riempimento di due Valli Pietrosa e Malvò.
Piazza Garibaldi è situata vicino ai quartieri di Civitanova e Sacca.
Nel quartiere di Civitanova troviamo Largo dell’Appello notevole per la visione panoramica che visi gode per gli edifici che gli fanno da contorno come il Palazzo Vescovile, la Chiesa di S. Giovina, e il complesso conventuale, per anni adibito a carcere come le Torri Montanare, parte integrante del sistema difensivo della città.
Uno degli spazi più belli della parte moderna della città è senza dubbio Piazza della Vittoria che viene diviso dal Viale delle Rimembranze.
Altre piazze sono Piazza S. Lorenzo, Piazza dei Frentani, e Largo Tappia che vennero fuori nel secolo scorso, dall’abbattimento di tre chiese.
Altre piazze sono Piazza del Malvò, Largo Mons. Paolo Tasso dove inizia Corso Bandiera.
Dalla Rivista " Terra e Gente " del Prof. Giovanni Nativio.