La Chiesa di S. Agostino

La Chiesa di S. Agostino risale al 1270, sulla cui facciata spicca il bel portale a agiva e l’elegante rosone attribuito al lancianese Francesco Petrini un altro gioiello dell’Architetto dopo la famosa opera di Santa Maria Maggiore. L’interno barocco conserva tre pregevoli reliquiari, due croci ed un busto argenteo di San Simone e San Giuda Taddeo.

In questa chiesa si verificò il secondo Miracolo Eucaristico di Lanciano che ora si venera venera ad Offida in provincia di Ascoli Piceno.

Lancianesi detti "Frija Criste"

 

Con questo appellativo dal 1273 che i lancianesi vengono definiti con questa curiosa espressione dagli abitanti di contrade e paesi vicini.

Fu tutta colpa di una donna di Lancianovecchia una certa Ricciarella che desiderosa di riconquisatre l’affetto del marito Jacopo Stasio si rivolse a una fattucchiera del posto esperta in filtri d’amore, che le prescrisse di procurarsi un’ostia consacrata e di cuocerla ricavandole una polvere da offrire al marito mescolata al cibo o a una bevanda.

Ma, sotto il coppo l’ostia si trasformò in carne sanguinante e la donna spaventata nascose il tutto nella stalla dove, alla sera, la giumenta condotta dal marito si rifiutò di entrare.

Costretta con la forza, alla fine la bestia entrò ma si prostrò davanti al cumulo di letame e di immondizia che ricopriva il coppo e l’ostia.

Dopo sette anni, quando il tutto fu confessato al Priore del vicino Convento di S. Agostino questi recuperò accuratamente il coppo insanguinato e il panno che l’aveva avvolto e li traslò ad Offida in provincia di Ascoli, dove mostrò tali reliquie ai suoi superiori e dove tuttora sono conservate e venerate nella Chiesa di S. Agostino costruito ad Offida per l’occasione. Il Miracolo fu portato ad Offida dal frate Giacomo Diotallevi, era l’anno 1280, questo secondo Miracolo Eucaristico non è rimasto in possesso dei lancianesi che ha però lasciato loro l’appellativo di Frija Criste".

 

La facciata lavorata in pietra da taglio con vivo senso plastico, ha tutta la ricchezza della decorazione della scuola del Petrini.

I consueti elementi sculturei di colonnine tortili, a fregi floreali, punti di diamante, esprimono la vivacità e il virtuosismo di questa scuola.

Il rosone a ruota della fortuna, ha una ornamentazione a foglie d’acanto ed é sormontato da un archivolto poggiato su colonnine pensili. Nella lunetta del portale vi é un gruppo scultoreo che rappresenta la Vergine con il Bambino. In questa Chiesa si conserva, un trittico di opera del lancianese Polidoro di Renzo. La Chiesa fa parte del quartiere più antico di lanciano .

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