Le Vicende degli Ebrei nella storia del quartiere Sacca
Gli Ebrei nel quartiere Sacca
Secondo l’illustre storico Lancianese A. Ludovico Antinori, gli Ebrei risiedevano nella Sacca di Lanciano sin prima dell’anno Mille, tanto che il quartiere veniva chiamato Giudecca o Giudea.
1156: Il conte di Loritello , Roberto di Bassavilla ,scacciò dalla Giudecca gli Ebrei poiché avevano dato appoggio l’anno prima a Re Guglielmo.
1191: Gli Ebrei furono richiamati e riammessi a risiedere nel quartiere Sacca . Con Loro fu firmato uno speciale capitolato:
1) che non più di 80 famiglie ( circa 300/350 persone) dovessero risiedere "nella Giudea sita nel quartiere Sacca";
2) che le loro abitazioni non fossero di loro proprietà ma dei Cristiani ai quali dovevano pagare la pigione annuale ;
3) che non uscissero di notte dal ghetto , sena rispettive licenze sotto pena di carcere o di contravvenzione di due soldi d’oro;
4) che si dovessero distinguere da un particolare segno sugli abiti;
5) che potessero avere società e partecipare , come tutti i cittadini lancianesi , agli studu marittimi e alle altre mercature comunali;
6) che non potessero competere con le attività produttive dei lancianesi;
7) che dovessero rispettare le usanze e le feste cristiane;
8) che non potessero avere servi o serve cristiane (cfr. F. Barabba: Lanciano,un profilo storico p. 71);
1304: Altre cinque famiglie provenienti da Termoli si insediarono nella Giudecca di Lanciano, diventando così "la più doviziosa del regno".( F. Barabba)
1426: Alcune famiglie Ebree per corrotti costumi , furono scacciati dalla Sacca da Giovanni da Capestrano che era stato autorizzato dalla regina Giovanna II a visitare gli Ebrei di tutta la regione.
1429: La stessa regina impose alla Giudecca di Lanciano di corrispondere un terzo di scudo per ogni persona . La somma raccolta da questo balzello raggiunse la cifra di 212 scudi d’oro per una popolazione Ebraica di 638 anime.
1465: I Lancianesi chiesero al Re Ferdinando che le famiglie Ebree residenti nella Sacca godessero i privilegi comuni agli altri cittadini ed il Re accolse questa richiesta.
Nello stesso periodo arrivarono nella Sacca gli Albanesi "uomini potenti e doviziosi", mentre gli Epiroti e gli Schiavoni si fermarono ne circondario : Villa Capello, Villa Alfonsina, Villa Starnazzo, ,Villa Scorciosa, S. Maria Imbaro, Mozzagrogna e Villa Caldari . (F. Carabba)
1465: Il Maestro –Artista Nicola della Franca( secondo il Priori di origine Albanese) fece un magnifico Ostensorio e lo donò alla chiesa di S. Nicola ( dove è tutt’ora conservato nel deposito mussale ) . La parola Ercovivi sembra di origine Albanese e significa " raccolta-Reliquiario ". Oltretutto gli albanesi si distinsero in questo periodo anche per la fondazioni di templi sacri ( sinagoghe ?) tanto che gli abitanti del quartiere adottarono vocaboli di lingua Albanese.
1488: Si crearono contrasti e liti tra Giudei e cittadini lancianesi " con reciproco spargimento di sangue".
1500:Il Capitano di Giustizia stabilì che la comunità ebraica non potesse avere il porto libero di armi , né circolare di notte per le vie della città. Costoro , insieme agli Albanesi , Schiavoni , Epiroti , assaltarono a mano armata il palazzo del Capitano inseguendolo poi con minacce.
Il Re spedì un dispaccio con il quale intimò ai fautori del tumulto di andare in esilio alla distanza di 50 miglia da lanciano . Ma alcuni di essi , soprattutto gli Albanesi , continuarono a rimanere nella zona , anche se non potevano aspirare ad ufficio civile ed alla eminente carica del Mastrogiurato, nonché imparare il mestiere di "agoraio", " la nobile arte di fare gli aghi".
Gli Ebrei invece potevano venire alle fiere con le loro merci. ( F. Carabba)
1613: L’Arcivescovo Mongiò ordinò ad alcuni preti di fare un’ispezione alla sinagoga ebraica e trovarono libri proibiti:furono quindi fatti arrestare e rinchiusi nelle carceri arcivescovili.(archivio storico diocesano).
1618: Per la tolleranza accordata agli Ebrei dai privilegi delle fiere , la popolazione Ebraica aumentò nel quartiere Sacca.
1650: Gli Ebrei cresciuti di numero ,occuparono , secondo lo storico Renzetti , il quartiere di Lancianovecchia , dietro la chiesa parrocchiale di S. Lorenzo.( Anche oggi la zona è chiamata "ghetto ".)
1731: Per ordine dell’Arcivescovo Ciccarelli venne raccolta una piccola somma 0=02 per Ebreo diventato Cristiano che si trovava , a quel tempo, in grave difficoltà. In seguito , come risulta dal libro degli Esiti della parrocchia , anche altre famiglie Ebree ricevettero aiuto. (Archivio Pastorale Parrocchiale).
Don Leo Di Felice