L'esodo continua
Passato il pericolo, ma non del tutto, nei giorni seguenti, tornano a farsi sempre più pressanti le intimazioni di sfollamento: il fronte incalza. Si vive sotto le bombe. La situazione si fa insostenibile. Occorre rimettersi in viaggio, verso Chieti. Vi giungono, stremati, il 29 gennaio 1944, accolti dal calore umano dei confratelli del locale convento 'S. Cuore' Per 4 di loro, P. Francesco Cavalieri, P. Alberto D'Agostino, Fra Diego Giampaolo e Fra Giustino De Sanctis, solo il tempo di rifocillarsi e riposarsi per qualche giorno e poi di nuovo in viaggio, poiché il convento non è in grado di accoglierli tutti. Proseguiranno le peripezie dell'esodo, questa volta, ancora a piedi, verso i conventi del teramano. P. Giustino, P. Damiano e P. Concezio D'Agostino, ex maestro dei novizi, restano a Chieti. Quest'ultimo, gravemente malato e provato dalle intemperie e dai rigoridell'inverno, muore il 28 febbraio.

Lanciano, convento "S.Antonio": le gravi ferite prodotte dai bombardamenti del 1944
Da Chieti, P. Giustino segue con trepidazione e ansia le sorti del fronte nella Frentania. Viene a sapere che il 20 aprile, aerei tedeschi, a motori spenti, irrompono su Lanciano, sottoponendolo ad un pesante bombardamento. Di nuovo rovine, centinaia di morti, incendi paurosi. I] 6 giugno, ancora un massiccio bombardamento a tappeto: è l'ultimo colpo di coda di un mostro, duro a morire. Il 9 giugno, con l'arrivo degli inglesi, il fronte si sposta definitivamente a Nord. L'esodo è finito. Si torna tutti a casa.