Alle prese con la Filosofia e la Teologia

Dalle basi del ginnasio, ai gradini successivi e più specifici della Filosofia e della Teologia; nella sua Lanciano, tra il 1930 e il 1936. Sono i terribili anni trenta che, con i loro falsi ideali, l'avvento e il consolidamento della dittatura nazista, la spirale degli assassini e delle brutalità d'ogni sorta, le 'purghe' staliniane, i campi di concentramento, le deportazioni in massa, la guerra d'Etiopia, la Gestapo, le S.S., la guerra di Spagna, la Falange, ecc., costringono tutti, anche coloro che vivono nella pace del chiostro, a tenere un occhio sul mondo in fermento. Per una filosofia, che sia scelta di verità intorno all'uomo, l'osservazione attenta della realtà, la verifica continua e il confronto con la storia, il senso critico, con cui si legge il sociale, diventano segni della capacità di approfondimento scientifico e impegno concreto, per costruire una società alternativa. Intanto, accanto alla preparazione scientifica e culturale, non trascura di forgiare meglio la sua volontà, di cesellare il suo carattere, di plasmare il suo cuore, sempre più aperto ai segni della Trascendenza e alla riscoperta delle vere proporzioni della propria esistenza. Fra Giustino è un giovane ottimista. I suoi studi gli consentono di valutare avvenimenti dolorosi e personaggi, protagonisti di aberrazioni e di mostruosità, da una prospettiva, che li trascende e che, quindi, li ridimensiona, insieme a tutti i loro diagrammi di prepotenza e di superbia. L'alfa o l'omega della storia è Dio; con Lui, si può gioiosamente cavalcare in groppa al futuro. Il 12 marzo 1933, con decisione ferma ed irrevocabile, decide di essere per sempre testimone dell'Assoluto. Ed emette la Professione Solenne dei voti. Alla scuola di religiosi, esemplari per dottrina, zelo e coerenza di vita, la sua vocazione al Sacerdozio riceve gli ultimi ritocchi; il loro esempio diventa mezzo efficace e mediazione del suo ideale; la loro testimonianza, il loro stile di vita, vitalmente intessuto di preghiera, di gioia, di liturgia, di catechesi, di attenzione alla parola di Dio e di apertura ai poveri, costituiscono forma e contenuto del suo Sacerdozio francescano, ormai alle porte.