Argento vivo
Temperamento esuberante e focoso, un giorno le buscò di santa ragione da una sorella, che veniva infastidita, mentre faceva le sue pulizie personali: disturbata a lungo, con insistenti e iterati motivi di irritazione, gli assestò una secca bastonata in testa, che gli procurò, poverino, una vasta lesione traumatica.
Scottato da quell'amara esperienza, dopo la guarigione, tentò altre vie, per soddisfare il suo bisogno di conoscenza-apprendimento e la gioia di stare insieme, magari giocando. Cercò di socializzare con il grosso cane, che era a guardia delle mucche. E un giorno, ci andò d'istinto, ignorando le regole del gioco: lo afferrò per la coda, dandogli un brusco strattone. Neanche il tempo di denti digrignati, che già un guaito e dalle fauci spalancate, che si avventano sul volto del piccolo Alberto, con un'aggressività reattiva, da sfiorare la tragedia. Grida di dolore, panico generale e un accorrere di gente trafelata: una maschera di sangue, un visetto sfigurato! Presto bende e aceto, una prima disinfezione e poi di corsa al medico, per ricucire e suturare le profonde zannate. Per tutta la vita, lasceranno un segno indelebile. È' pericoloso tirar la coda ai cani! Il piccolo Alberto capì, a sue spese, la lezione; ma forse non del tutto. Comunque, per allora, era saggio attenersi alla norma di non stuzzicare il cane, che dorme. Nonostante tutto, le sue irrequiete e vivaci manifestazioni di vita continuarono ad espandersi, come inarrestabili rivoli d'argento vivo. Immerso com'era in un contesto, che esercitava forti sollecitazioni sulla sua fantasia, egli si sente come una tessera mobile di un ricco mosaico. L'aria libera dei campi, gli uccelli, i nidi, i vitellini saltellanti, con euforica agilità, la vendemmia, i canti degli operai, la febbrile attività intorno alle mucche. E il latte, tanto latte; e poi i tradizionali balli sull'aia, le orge del pittoresco, dei costumi sgargianti, l'esaltato clima di festa, che accompagnava i raccolti, come a coprire le precarietà esistenziali. E ancora, i rapporti sereni con i suoi, nonostante qualche volta ci si accapigliasse: tutto questo, coniugato al suo temperamento, alle disposizioni più segrete della sua personalità, creava in Alberto una fanciullesca eccitazione, una reattività psichica incontenibile. Tanto incontenibile, che un giorno, in casa, si mise a fare il saltimbanco. Da una sedia all'altra, da un tavolo all'altro, alto e asciutto come era, un vero 'seccone', come l'avevano soprannominato, si catapulta, infine, su una panca vecchia e malferma: un rumore secco ed improvviso, uno schianto, grida altissime, a sottolineare dolori indicibili; la mamma, che accorre, col cuore in gola, e ai suoi occhi increduli lo spettacolo raccapricciante di due gambe fratturate. A 8 anni, ancora una volta, la vita gli si rivolta crudelmente contro e il suo idillico mondo di sogni infantili, che sembra andare miseramente in frantumi! Una prova dura per tutti. Eppure, su di essa, misteriosamente, si innesta un evento soprannaturale, mai raccontato.