"Fede intrepida, amore ardente, zelo indefesso"

 

La poliedrica personalità di P. Giustino, dopo quanto detto, è ancora difficile da definire. Ma su un punto si può essere certi: che, in 50 anni di Sacerdozio, si lasciò guidare sempre dallo Spirito di Dio, attraverso i sentieri di una fede intrepida, di un amore ardente e di uno zelo indefesso. Come promesso nel giorno della sua Ordinazione sacerdotale. La fede sperimentata e vissuta da P. Giustino non è ideologia; non è un insieme sistematico di concetti posti a fondamento di un rigido atteggiamento politico o culturale; non si riduce ad un complesso teorico di valori psicologici e sociali, capace di tradursi in enunciati riguardanti le esperienze dell'uomo, i suoi problemi. Non è un teoria. E un cammino legato all'esperienza del Cristo, Dio-uomo. La fede in P. Giustino è virtù teologale, che si intreccia e si confonde con la speranza e la carità. E un forte senso religioso, un rapporto dinamico, amoroso e filiale, verso Dio e una piena disponibilità alla Sua volontà. Da questa dipendenza, libera, gioiosa e spontanea, scaturisce un impulso vitale verso le ''cose di Dio", la Parola rivelata e la Chiesa, sacramento di salvezza. Di riflesso, si afferma come impegno della propria vita nel mondo, in un generoso dono di sé alla gloria di Dio, che è La persona umana. La sua fede, così, in un logico allargamento di prospettiva, si fa altruismo; si innerva, fino a formare un tutt'uno, con il comanda-mento riassuntivo della carità verso Dio e il prossimo, e si traduce plasticamente in prassi quotidiana: la volontà dell'altro, le sue istanze interiori, i dubbi, le pene, i problemi, diventano i suoi problemi, che risalgono fino alle sorgenti della sua personalità, ed attingono al desiderio di avere lo stesso volto del fratello amato.