In quale contesto, con quali aspettative.

Il 1945 è un anno decisivo per le sorti del mondo. Nel mese di febbraio, i Tre Grandi (l'aggettivo 'grande' non ha un significato univoco: non c'è solo il grande poeta, il grande condottiero, il grande Santo!) si incontrano a Yalta, per mettere a punto le fasi finali dell'attacco alla Germania. Finiscono, però, col promuovere una nuova lottizzazione del mondo, che condurrà ad ulteriori e più spaventose guerre. L'atomica su Hiroshima e Nagasaki, il 6 agosto di quello stesso anno, insegna qualcosa. L'oppresso si fa oppressore. Intanto Mussolini viene catturato e ucciso a Dongo. Hitler è suicida a Berlino, investita dalle armate sovietiche; l'ammiraglio Doenitz, designato dal Fuhrer a succedergli, il 7 maggio 1945 deve firmare la resa senza condizioni. Ma i Tre, anziché gettare le basi per una pace duratura ed universale, cercano di trarre il massimo vantaggio dalla vittoria, suddividendosi il mondo in lotti e creandosi zone di influenza egemonica. Il '45 chiude il più infausto periodo della storia umana, ma ne apre un altro, che potrebbe essere peggiore del precedente. La Chiesa, cosciente della gravità del momento, promuove una mobilitazione generale delle coscienze, per una risposta serenatrice ai dubbi, che angosciano la società. L'Ordine dei Frati Minori, fedele al messaggio e ai valori incarnati dal Poverello d'Assisi, mira subito alla ripresa e al rilancio dei suoi programmi, per contribuire concretamente a riportare i principi evangelici nel cuore dell'umanità. A ridare un volto alla Provincia Monastica di S. Giovanni da Capestrano, tanto duramente provata dalla guerra, con frati dispersi, conventi devastati e chiese distrutte, viene chiamato P. Giustino D'Orsogna:

con provvedimento straordinario del Vicario dell'Ordine, a seguito della visita canonica del M.R.P. Alfredo Polidori, il 27 marzo 1945 è eletto Ministro Provinciale.
Il suo ruolo non ha solo funzioni direttive, nel distribuire razionalmente i vari compiti ai singoli religiosi, in modo che vengano raggiunti gli scopi comuni; ma è un servizio, che esige incentivi psicologici, forti motivazioni ascetiche e chiarezza di programmi, intrisi di buon senso e sostenuti dal buon esempio e dall'impegno personale. P. Giustino vi aggiunge la sua carica e il suo entusiasmo giovanile, guidato e sorretto da uno spirito di intensa preghiera. Il terreno è reso fertile dal comune atteggiamento di attesa e di disponibilità. Ci sono, quindi, tutte le premesse, perché il francescanesimo torni ad essere fiorente nella Provincia Monastica di S. Giovanni da Capestrano. Nell'estate del 1946 il Ministro Generale dell'Ordine, con il decreto "Quam maximas" , promuove e sancisce la fusione delle 2 Province Monastiche francescane d'Abruzzo: quella di S. Giovanni, detta anche degli Osservanti, estesa, in prevalenza alla fascia costiera; e quella di S. Francesco o dei Riformati, che abbracciava soprattutto la zona montuosa della Regione. La nuova Provincia viene intitolata a S. Bernardino da Siena. Da tale unione, doveva scaturire, per tutto l'Abruzzo, un nuovo impulso di vita e di testimonianza cristiana e una primavera di vocazioni per l'Ordine e la Chiesa.

"Si licet parvis componere magna", tutti i popoli provati dalla guerra, erano in fermento, con problemi di riorganizzazione interna, di ricostruzione economica e di riassetto internazionale. Le varie componenti ecclesiali, ciascuna col proprio carisma, erano chiamate ad un nuovo fervore di vita, capace di incidere positivamente sui sistemi politici, economici e sociali, la cui crisi, negli anni '20, aveva favorito l'avvento della dittatura nazi-fascista.
Ora, a distanza di un anno dalla fine della seconda guerra mondiale, già stava per esploderne un'altra, all'interno del fronte internazionale antinazista: la guerra fredda, caratterizzata da diffidenze reciproche, dalla corsa al riarmo, da ambiziose mire imperialistiche. Il nuovo cammino della storia era verso l'equilibrio del terrore, più che verso il terrore della guerra. In un mondo che si dimenava tra spinte centrifughe e l'impegno di molti a risolvere pacificamente le controversie internazionali, ogni divisione, nell'ambito della Chiesa, appariva un fatto scandaloso e antievangelico. L'8 luglio 1946, si celebra a Sulmona il Capitolo regiQnale dei Frati Minori. Il P. Generale, l'americano P. Valentino Schaaf, con decreto straordinario, nomina Ministro Provinciale di tutto l'Abruzzo ancora P. Giustino. Lo affianca, in qualità di Vicario, P. Livio Addari.

Posizioni preconcette e spirito di parte alimentarono qualche resistenza al cambiamento. I frati non sempre riuscirono a mostrarsi "familiari tra loro" e a far comunità con confratelli provenienti da una diversa Provincia Monastica; non mancarono incresciosi episodi di reciproca intolleranza. P. Giustino, con tutti, mostrò equilibrio e carità, unita a costante fermezza e serena risolutezza.
Un episodio. Un giorno P. Giustino, per motivi disciplinari, si vide costretto a negare ad un frate, cappellano militare, il permesso di svolgere ulteriormente la sua missione tra le forze armate. Questi, dimentico che per amore di Dio aveva rinnegato la propria volontà, cacciò da sotto il saio una pistolaccia e gliela puntò contro.
Posizioni preconcette e spirito di parte alimentarono qualche resistenza al cambiamento. I frati non sempre riuscirono a mostrarsi "familiari tra loro" e a far comunità con confratelli provenienti da una diversa Provincia Monastica; non mancarono incresciosi episodi di reciproca intolleranza. P. Giustino, con tutti, mostrò equilibrio e carità, unita a costante fermezza e serena risolutezza. Un episodio. Un giorno P. Giustino, per motivi disciplinari, si vide costretto a negare ad un frate, cappellano militare, il permesso di svolgere ulteriormente la sua missione tra le forze armate. Questi, dimenticò che per amore di Dio aveva rinnegato la propria volontà, cacciò da sotto il saio una pistolaccia e gliela puntò contro.
P. Giustino, per niente sconvolto, spalancò le braccia e, mostrando il petto, disse sereno: "Uccidimi pure! Tanto bastò per smontare il frate ribelle. Di lì a poco, lasciò l'Ordine e se ne andò, cowboy, in America, dove finì apostata, sotto il provincialato di P. Amedeo Marini.