La prima formazione

 

Il piccolo Alberto attinge il suo corredo psicologico ed emotivo a questo modello di gruppo primario, che offre disciplina, sostegno e rispetto per la persona umana, seppure di umili condizioni, quale può essere un garzone. Interiorizza la figura paterna e ne assimila spirito di intraprendenza, senso manageriale, tendenza alla leadership, funzioni di direzione e di guida, solidarietà e processi centripeti. Nel far propri gli atteggiamenti del gruppo di riferimento, assume il ruolo del padre, lo assimila e trasferisce nel gioco le tecniche del vivere, apprese in famiglia. I suoi lo ricordano come un ragazzetto irrequieto, vivace, di una esuberanza dirompente. Amava stare con gli amici e organizzare con loro i giochi, percepiti, inconsciamente, come la continuità del sistema sociale familiare; quasi un'area, nella quale rivivere, in termini lucidi, programmi e ruoli sociali, appresi in famiglia: il gioco, come attività di apprendimento 'full-time', a tempo pieno, quasi un gradevole investimento emozionale, una piacevole e ricca impresa, per affermare se stesso e la propria individualità, proiettata verso la meta, la vittoria finale.