PARENTESI NAPOLETANA E RITORNO A LANCIANO
A Napoli
Nell'estate del 1931, P. Giustino porta a termine il suo mandato di Ministro Provinciale. Gli succede P. Amedeo Marini, altra figura di francescano esemplare, stimato e benvoluto da tutti.
P. Giustino, tornato ad essere semplice soldato, com'è consuetudine tra i francescani, viene chiamato, dai Superiori dell'Ordine a Napoli, nel monastero di Santa Chiara. Sarà Maestro di giovani Sacerdoti, che frequentano l'Istituto Superiore di scienze naturali e la facoltà di Lettere, con indirizzo classico e moderno. Accetta con sacrificio, per spirito di obbedienza: egli sente che il ruolo assegnatogli è poco adatto alle sue attitudini. Incontra reali difficoltà. Le diverse mentalità di studenti universitari, provenienti da tutte le regioni italiane, con differenti usi e costumi, non stavano facilmente insieme, in un unico modello di vita comunitaria. Lo stile di vita di P. Giustino, improntato a rigida e stretta osservanza della Regola, forse non incontrò il favore degli studenti, che, dopo anni di dura disciplina nei propri chiericati, avvertivano l'esigenza di una più libera e personalizzata esperienza di vita sacerdotale. Comunque, si trattò di una breve parentesi. Al termine dell'anno accademico 1951-1932, P. Giustino tornò in Abruzzo, per un lavoro più congeniale alla sua indole e alle sue capacità. Fu assegnato al convento di S. Antonio, a Lanciano, dove, con diverse mansioni, resterà per 34 anni, fino alla morte.