Studente ginnasiale
Superato l'anno di noviziato, durante il quale dà prova di chiarezza interiore, di saldezza d'animo e di tenace volontà, c'è il salto d'ambiente, con gli studi ginnasiali, a Chieti, negli anni 1929-'30. Ordinato, diligente, bramoso di apprendere, ha la fortuna di incontrare, come professori, tra gli altri, il Maestro P. Settimio Zimarino e il Servo di Dio P. Domenico D'Amico, al tempo Ministro Provinciale. Dal primo, apprende il gusto per i canti liturgici; dal secondo, fabbriciere di Dio, assimila, sì, l'amore per l'architettura e l'arte sacra, ma soprattutto, l'ideale della sequela, come espressione di conversione permanente a Cristo, segno di una riscoperta, che si fa stile di vita, fedeltà da inventare e costruire ogni giorno. Non saranno solo il latino, il greco, la musica, la matematica, ecc., a scandire il suo cammino di studente ginnasiale, ma la preghiera, le prove di umiltà, di obbedienza, di purezza, di disponibilità e di vita comunitaria con i vari religiosi, che formano un cuor solo ed un'anima sola. La comunità è il banco di prova per una sequela autentica: il distacco, l'abbandono dei beni, la rinunzia, ecc. diventano realtà feconde, solo se riescono a costruire una comunità d'amore e a trasferire le parole di Cristo "vieni e seguimi" nella prospettiva della condivisione.