Comune di Lanciano

 

Guida Storico-Artistica di Lanciano

Lanciano citta' del Miracolo, della musica, delle fiere

Tra la Maiella e il Mare Adriatico, distesa su colline dolcemente degra­danti verso la valle del Sangro, Lanciano è il naturale punto di conver­genza e capoluogo del Comprensorio Sangro-Aventino.

Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. I risultati delle indagini archeologiche testimoniano la presenza di un abitato Neolitico e i più recenti scavi nel Centro Antico hanno messo in luce i resti della Città di Anxanum: una grande struttura abitativa databile al XII sec. a.C.; un in­sediamento, quindi, tra i più antichi d’Abruzzo.

Anxanum è individuata come stazione della Via Frentana nella carta delle strade militari dell’impero Romano d’Occidente ideata da Giulio Cesare e riprodotta da Corrado Peuntinger. Analoga ubicazione la tro­viamo nell’itinerario di Antonino Pio pubblicato nel 262. A partire dal 1154 la Città assume il nome di “Lanzano”. Si sviluppano i Quartieri Lancianovecchia sul Colle Erminio, Civitanova e Sacca sul colle della Selva, Borgo sul Colle Pietroso.

Alla Sacca e a Lancianovecchia si insediano le comunità ebraiche riac­colte nel Regno di Napoli nel 1191.

Tra il XIII e il XV secolo Lanciano raggiunge il suo massimo splendore sia per la produzione architettonica che per l’economia derivante dallo sviluppo delle Fiere. Le “Nundinae” romane si svolgevano nei primi no­ve mesi dell’anno in onore di Apollo sul Colle della Selva dove sorgeva il Tempio dedicato alla divinità pagana. A partire dal III secolo le Fiere vengono trasferite nel pianoro demaniale all’esterno dell’abitato. Qui, dopo le tristi vicende del periodo Altomedievale, le Fiere si sviluppano sempre più raggiungendo il massimo splendore nel XV secolo.

Benedetto Croce nel narrare un episodio di Storia Medievale, la rivolta contro Filippo di Fiandra del 25 Settembre 1302, così scrive di Lanciano: “ operosa di industrie e di commerci, rinomata per le sue lane, sete, tele, reti e cordami, famosa per le sue Fiere antichissime dove traeva gran gente di lontano, popolosa di artigiani coi loro diritti e privilegi”.

Nelle due principali Fiere che si tenevano in giugno e settembre si in­contravano mercanti di tutto il mondo conosciuto. Intensi gli scambi con Venezia e con i maggiori centri dell’altra sponda dell’Adriatico tra cui Ragusa. Un editto di Ferdinando di Aragona del 1515 stabiliva che «i mercanti di qualunque nazione e religione, cristiana, turca, giudea, infedele, sarebbe nelle Fiere (di Lanciano) salvi e sicuri per 15 giorni pri­ma del loro inizio e per tutto il tempo di loro durata». Un apposito Ma­gistrato, il “Mastrogiurato”, aveva la giurisdizione amministrativa e il controllo sul regolare svolgimento delle Fiere: amministrava la giustizia e provvedeva alla “pace di Fiera”.

Ogni anno all’inizio dei festeggiamenti del Settembre Lancianese si rinnova l’investitura del Mastrogiurato con una rievocazione storica in costume.

 Legata al trasferimento delle Fiere dal colle della Selva al Campo della Fiera (l’attuale quartiere omonimo di impianto ottocentesco) è la costru­zione del Ponte dedicato all’imperatore Diocleziano nel III secolo. La storia di questo Ponte è intimamente connessa alla costruzione della Basilica di S. Maria del Ponte. Un complesso monumentale unico per la sua affascinante storia civile e religiosa; una struttura realizzata con al­terne vicende nell’arco di ben 15 secoli e che rappresenta un repertorio architettonico non ancora completamente svelato. La sua straordina­rietà è accresciuta dalla eccellente acustica che ne fa un apprezzato e suggestivo Auditorium in cui si tengono i concerti giornalieri dell’Estate Musicale Frentana.

La tradizione musicale Lancianese ha dato vita nel 1972 alla fondazione dei Corsi Musicali Internazionali Estivi, prima esperienza del genere in Italia poi ripresa da molte altre città. L’ideatore è stato il compianto Maestro Luigi Torrebruno.

L’Associazione “Amici della Musica” organizza le manifestazioni musi­cali Lancianesi che culminano nel periodo 15 Luglio 31 Agosto con l’Estate Musicale Frentana e i corsi di perfezionamento per i giovani strumentisti italiani e stranieri.

Il Teatro neoclassico costruito nel 1847 è intitolato a “Fedele Fenaroli” musicista Lancianese del XVIII secolo, apprezzato insegnante e autore di molte composizioni. La celebre Banda, anch’essa di antica tradizione col nome di Fenaroli, riscuote sempre lusinghieri apprezzamenti in tutte le Piazze d’Italia.

 Lanciano, città del Miracolo, custodisce nella Chiesa di 5. Francesco il primo Miracolo Eucaristico che la storia della Chiesa Cattolica ricordi, avvenuto nel secolo VIII.

Sono state compiute diverse ricognizioni per accertare la reale natura delle Ss. Reliquie. Nel 1981 è stata effettuata l’ultima indagine scientifi­ca dal prof. Odoardo Linoli di Arezzo. Le ricerche di Laboratorio hanno attestato che nel Sangue sono presenti tutte le proteine caratteristiche del plasma; la Carne è costituita da tessuto muscolare del cuore, com­pleto di miocardio, endocardio, nervo vago e ventricolo cardiaco sini­stro. Il Sangue e la Carne appartengono allo stesso gruppo sanguigno AB e quindi alla medesima persona. Il tracciato elettroforetico è piena­mente normale ed è dotato del profilo proprio del siero fresco con i va­lori normali del quadro sieroproteico del sangue fresco.

La straordinarietà del Miracolo è suffragata quindi da analisi chimico-fi­siche che non lasciano spazio a dubbi sulla autenticità dell’Evento. 

Lanciano, città d’Arte, è ricca di capolavori di architettura romanica e gotica tra le quali S. Maria Maggiore e S. Agostino con i meravigliosi portali dell’Architetto Lancianese Francesco Petrini, a cui è attribuita an­che la Cattedrale di Larino. Il complesso delle Mura civiche delle Torri Montanare dell’XI e XV secolo; il Torrione Aragonese detto di S. Chiara (XV secolo), le Chiese di S. Biagio (XII sec.), di S. Giovina (XVI sec.) S. Lucia (XIII sec.), S. Nicola (XV sec.) e poi le Fontane del Borgo (XVI sec.) e di Civitanova ricostruita nel 1825 sugli avanzi di una Fontana del III sec. a. C., Porta S. Biagio (Xl sec.). E ancora edifici privati, strade, piazze e vicoli medievali ma anche pregevoli Palazzi liberty e Dèco nel Quartie­re Fiera e in Viale Cappuccini; splendidi panorami lungo la cinta muraria Medievale a Occidente guardando le montagne e a oriente il mare.

Un Centro Storico intatto nella morfologia e nella tipologia, con le case a schiera e i palazzi neoclassici di Scuola Napoletana, con le sue Torri, e le sue Chiese e “con la Maiella che fa da azzurro scenario di protezione” come descrive Giovanni Passeri la “sua Lanciano”.